News

02/14/2017

Merkmale der PH und Strategie 2017-2020

Am 1. Februar 2017 hat die Kammer Pädagogische...

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02/01/2017

Eine nationale Strategie für Open Access, der offenen Publikation von wissenschaftlichen Artikeln

Die Plenarversammlung von swissuniversities, der...

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01/31/2017

Die europäischen Hochschulen fordern ein sofortiges Überdenken von Trumps Einreiseverbot

Die European University Association EUA ist...

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01/27/2017

Nouvelle gouvernance pour la procédure d’admission aux études de médecine

A l’avenir, swissuniversities assumera davantage...

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01/19/2017

Echange et coopération en recherche et enseignement: opportunités européennes

La Commission recherche et développement de la...

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12/09/2016

SUDAC programme: first call for proposals launched

The swissuniversities Development and Cooperation...

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11/15/2016

Relaunch Euraxess-Webseite: Wir sind online

Die Webseite www.euraxess.ch wurde einem Relaunch...

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11/10/2016

BREF – Brückenschläge mit Erfolg

Die Förderentscheide sind gefallen. Die nächste...

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11/03/2016

Sonderpädagogische Kompetenzen in der Ausbildung von Regelklassen-Lehrpersonen

Die Kammer der Pädagogischen Hochschulen von...

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10/20/2016

Medienmitteilung: Fachdidaktik-Offensive der Pädagogischen Hochschulen

In einem gemeinsamen Projekt engagieren sich...

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Manifesto: Le scuole universitarie sono allarmate circa il futuro della formazione e della ricerca in Svizzera

Nel secondo anniversario della votazione sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa, le scuole universitarie lanciano un monito contro le conseguenze dell'iniziativa per l'attuazione e pubblicano un manifesto comune riguardante la posizione della formazione svizzera e della ricerca. Assieme alla formazione e alla ricerca, sono in gioco anche l'economia e il benessere della Svizzera.

Nel caso in cui il 28 febbraio 2016 l'iniziativa per l'attuazione venisse approvata, le conseguenze per la formazione e la ricerca svizzera sarebbero drammatiche. La Svizzera violerebbe obblighi riguardanti il diritto internazionale e contravverrebbe all'accordo di libera circolazione. Le già difficili trattative con l'UE riguardo agli accordi sulla ricerca sono già state influenzate negativamente in modo considerevole da questo. Nel peggiore dei casi, l'UE potrebbe sciogliere tutti gli accordi con la cosiddetta clausola ghigliottina, compreso l'accordo sulla collaborazione scientifica e tecnologica.

Se entro la fine del 2016 la Svizzera non trova un accordo con l'UE, sarà esclusa definitivamente dagli accordi europei sulla formazione e sulla ricerca. Le conseguenze economiche sarebbero radicali. Infatti, oggi vi sono più finanziamenti per la ricerca che dall'Europa passano alla Svizzera, che viceversa. Secondo le relazioni più recenti della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, tra il 2007 e il 2013 la Svizzera ha versato sul conto dell'UE un totale di 2’263 milioni di franchi. In cambio ha ricevuto dall'UE 2’482 milioni di franchi. Di questi, il 39% va ai politecnici federali, il 28% alle università, il 3% alle scuole universitarie professionali e il 22% alle aziende.

Nel loro manifesto "Per una Svizzera al centro del panorama europeo della formazione e della ricerca", le scuole universitarie esprimono le proprie preoccupazioni riguardo al futuro della posizione della Svizzera. Le condizioni della formazione e della ricerca in Svizzera devono essere salvaguardate urgentemente. Se la Svizzera vuole continuare ad eccellere tra i migliori, deve poter continuare a confrontarsi con i migliori al mondo anche nei campi della formazione e della ricerca.

Comunicato stampa, 8 febbraio 2016

Manifesto "Per una Svizzera al centro del panorama europeo della formazione e della ricerca"