Rapporto annuale 2022

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swissuniversities - Rapporto annuale 2022

Nel rapporto annuale 2022, swissuniversities riferisce sui temi in primo piano nel 2022 e presenta fatti e cifre.

EDITORIALE

Le scuole universitarie devono rimanere collegate in rete e leader a livello internazionale

In veste di presidente desidero porre l’accento in particolar modo su tre temi strategici fra le numerose e differenti attività svolte nel 2022: i rapporti con l’Europa, la pianificazione strategica e la collaborazione internazionale responsabile.

Finché la Svizzera non sarà un membro a pieno titolo dei programmi Orizzonte Europa ed Erasmus+, la sua piazza di ricerca e innovazione dovrà impegnarsi in ogni modo possibile per mettere a disposizione i mezzi economici necessari all’attuazione di misure transitorie, integrative e sostitutive assicurando così al meglio la sua attrattiva a livello nazionale, nonostante la situazione attuale resti difficile. La conoscenza e l’istruzione sono tra le risorse più importanti di cui il nostro Paese dispone. Se le scuole universitarie dovessero essere indebolite, anche la piazza economica svizzera perderebbe la sua attrattiva. È pertanto nell’interesse di tutti evitare che la piazza scientifica svizzera sia penalizzata nel contesto internazionale.

swissuniversities elabora a cadenza quadriennale una pianificazione strategica all’attenzione della Conferenza svizzera delle scuole universitarie. Per il periodo 2025-2028 le scuole universitarie svizzere pongono l’accento sui seguenti obiettivi: assicurare l’eccellenza nel contesto internazionale, mantenere un’elevata qualità dell’insegnamento, della ricerca e dell’innovazione, integrare maggiormente l’innovazione nel tessuto socio-economico svizzero nonché trasmettere le conoscenze a un vasto pubblico. Per raggiungere questi obiettivi sono necessari l’impegno e la coordinazione di tutti gli attori nel campo della formazione, della ricerca e dell’innovazione nonché il sostegno dello Stato e la messa a disposizione dei mezzi finanziari necessari per poter concretizzare le misure.

swissuniversities ha pubblicato una guida sul tema della collaborazione internazionale responsabile. Un numero sempre maggiore di scuole universitarie in Svizzera e nel mondo partecipa a cooperazioni internazionali. Tutte hanno il dovere e la responsabilità di valutare ciascuna collaborazione potenziale tenendo in considerazione la libertà accademica, l’autonomia istituzionale, gli aspetti etici e legali nonché il requisito del trasferimento delle conoscenze.

Dopo tre anni caratterizzati da sfide di una portata mai sperimentata prima, io come presidente ho potuto nuovamente constatare con gioia che swissuniversities ha proseguito il suo cammino come voce delle scuole universitarie svizzere difendendo con forza e dedizione gli interessi delle università come anche delle scuole universitarie professionali e delle alte scuole pedagogiche. Desidero ringraziare tutti i partner, le colleghe e i colleghi per la loro costruttiva e stimata collaborazione.

 

Prof. Dott. Yves Flückiger
Il presidente di swissuniversities

 

 

DALLA SEGRETERIA GENERALE

Sfide nazionali e internazionali per le scuole universitarie

Il 2022 è stato un anno segnato da numerose sfide dai cambi repentini. All’inizio dell’anno la pandemia da coronavirus era ancora molto presente, passando man mano sempre più in secondo piano nel corso dei mesi e consentendoci di ritrovare una nuova normalità. A febbraio la Russia ha avviato una guerra offensiva contro l’Ucraina. Le scuole universitarie hanno reagito di conseguenza impegnandosi ad accogliere studenti e studentesse nonché ricercatori e ricercatrici in pericolo. A causa del conseguente aumento dei prezzi dell’energia, le scuole universitarie nei mesi successivi hanno dovuto affrontare nuove difficoltà del tutto impreviste sia a livello istituzionale che economico.

Le scuole universitarie svizzere hanno dimostrato ancora una volta la loro flessibilità e la loro capacità innovativa nel gestire una moltitudine di sfide e cambiamenti con rapidità.

In generale, l’anno 2022 ci ha fatto comprendere quanto siano importanti la capacità di adattamento e la collaborazione internazionale delle scuole universitarie in Svizzera. Queste caratteristiche saranno indispensabili anche in futuro per fronteggiare le sfide che ci si porranno davanti e per plasmare con successo il futuro delle scuole universitarie svizzere.

In tale contesto si è reso evidente che la collaborazione con i partner europei è importante più mai, in particolare per quel che concerne lo scambio di ricercatori e ricercatrici nonché di studenti e studentesse. Purtroppo, nel 2022, nonostante tutti gli sforzi, non è stato possibile trovare una soluzione per la piena associazione della Svizzera ai programmi di ricerca e di formazione europei.

Il compito principale del Segretariato generale di swissuniversities è dare sostegno alle scuole universitarie. Possiamo adempiere a tale compito solo grazie all’impegno e al lavoro orientato alle soluzioni di tutti i collaboratori e le collaboratrici del Segretariato generale, che ringrazio di cuore per il loro impegno, il loro commitment e lo slancio comune a favore del nostro team e delle scuole universitarie svizzere.

Vogliamo inoltre dire grazie a tutti i colleghi e a tutte le colleghe delle scuole universitarie, della Confederazione e dei Cantoni per la stimolante e costruttiva collaborazione!


Dott.ssa Martina Weiss
Segretaria generale di swissuniversities

swissuniversities in breve

2015

Inizio operazioni

 

 

56

Dipendenti

 

15 uomini / 41 donne
44,10 posizioni a tempo pieno

31 602 024

Sovvenzioni per progetti (in CHF)

 

 

36

Membri

 

12 scuole universitarie
10 scuole universitarie professionali
14 alte scuole pedagogiche

270 738

Numero di studenti 2022/2023

 

scuole universitarie 164 450
scuole universitarie professionali 83 653
alte scuole pedagogiche 22 635

52%

Quota di donne tra gli studenti

 

scuole universitarie 52%
scuole universitarie professionali 49%
alte scuole pedagogiche 72%

Temi di swissuniversities 2022

swissuniversities ha affrontato una vasta gamma di temi nel 2022. Questi comprendevano i seguenti tre temi prioritari:

AMBITO CHIAVE 1

Collaborazione internazionale responsabile

Le scuole universitarie in Svizzera e in tutto il mondo si impegnano sempre più nella collaborazione internazionale. Ciò dà loro la possibilità unica di ampliare il proprio raggio di azione, di affrontare i problemi impellenti a livello globale e di offrire a studenti e studentesse nonché a collaboratori e collaboratrici la possibilità di recarsi all’estero. Tutto questo richiede tuttavia anche una forte consapevolezza e un profondo senso di responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte. Esse condividono la necessità e la responsabilità di valutare ciascuna collaborazione potenziale tenendo conto di valori, quali libertà accademica, autonomia istituzionale, aspetti etici e legali nonché utilità e vantaggi del trasferimento di conoscenze. Tali quesiti riguardano in particolar modo Paesi quali Cina, Russia, Iran, Turchia o Ungheria.

La libertà accademica è il fondamento della ricerca e dell’insegnamento. Essa comprende «il diritto di definire liberamente i quesiti di ricerca, scegliere e sviluppare teorie, raccogliere materiale empirico e applicare metodi di ricerca accademici consolidati, mettere in discussione le conoscenze già accettate in campo scientifico e proporre nuove idee. Comprende altresì il diritto di condividere apertamente, diffondere e pubblicare i risultati delle ricerche, anche attraverso la formazione e l’insegnamento. I ricercatori e le ricercatrici sono liberi di esprimere la propria opinione senza essere penalizzati dal sistema nel quale lavorano, né censurati o discriminati dallo Stato o dalle istituzioni.» (Dichiarazione di Bonn sulla libertà della ricerca scientifica, adottata alla Conferenza ministeriale sullo Spazio europeo della ricerca il 20 ottobre 2020 a Bonn).

Seppure questi valori accademici possano essere considerati dei valori universali, non vengono vissuti ovunque come tali. L’idea dietro tali valori viene messa sempre più in discussione o interpretata in modo differente nelle varie regioni. La questione andrebbe discussa con i partner. Il 18 maggio 2022 swissuniversities ha pubblicato una guida in merito. Per una collaborazione internazionale responsabile: una guida per le scuole universitarie svizzere.

Lo scopo di questa guida è aiutare le scuole universitarie svizzere, i loro organi decisionali e le comunità accademiche – docenti, ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse nonché il personale tecnico e amministrativo – nelle seguenti attività:

  1. valutare i vantaggi, le sfide e i rischi legati alla collaborazione internazionale;

  2. sfruttare le risorse esistenti e apprendere dalle prassi di successo;

  3. promuovere una maggiore coerenza tra le scuole universitarie in Svizzera.

Questo documento è da intendersi come base per riflessioni e discussioni. Infatti propone dimensioni e quesiti da tenere in considerazione nella pianificazione, preparazione, attuazione, valutazione o nel consolidamento di attività di cooperazione con partner accademici o privati in un contesto internazionale. swissuniversities è anche membro di varie organizzazioni internazionali, tra cui Magna Charta e Scholars at risk.

Le conseguenze della guerra offensiva russa in Ucraina, avviata il 24 febbraio 2022, hanno posto anche il panorama universitario svizzero di fronte a grandi sfide. Oltre 75'000 rifugiati sono stati registrati finora in Svizzera, tra cui molte persone con background accademico e bambini. Attualmente l’esito e la durata del conflitto sono difficilmente prevedibili.

Le scuole universitarie svizzere si stanno adoperando con il massimo impegno, sia in termini di personale che a livello economico, per poter offrire strutture di sostegno alla popolazione ucraina in fuga. Finora presso le scuole universitarie svizzere si sono annunciati oltre 900 studentesse e studenti ucraini nonché oltre 150 ricercatrici e ricercatori ucraini.

swissuniversities nel 2022 ha fornito il proprio sostegno in svariati modi alle scuole universitarie per aiutarle ad affrontare questa ardua sfida:

  • È stato creato un sito per la raccolta di informazioni utili per le persone rifugiate, gli studenti, i ricercatori e le istituzioni.

  • Sono stati condotti due sondaggi sulle sfide e sulle esigenze delle scuole universitarie in vista dell’accoglienza di studenti e studentesse nonché di ricercatori e ricercatrici ucraini.

  • Sono state create e coordinate diverse piattaforme per lo scambio tra le scuole universitarie.

  • È stato intensificato il dialogo istituzionale con i nostri partner nazionali, in particolare con la Segreteria di Stato della migrazione, il Fondo nazionale svizzero e la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione.

Nel medio e lungo periodo alcune domande restano tuttavia aperte: il finanziamento delle molteplici strutture di sostegno a favore degli studenti e delle studentesse dell’Ucraina nella maggior parte dei casi non è ancora garantito a lungo termine e viene attualmente sostenuto con i mezzi regolari delle scuole universitarie. È pertanto prevedibile che l’accesso alle scuole universitarie da parte delle persone rifugiate resterà un tema di attualità anche nei prossimi anni.

AMBITO CHIAVE 2

Contributo congiunto delle scuole universitarie svizzere al messaggio ERI 2025-2028

L’anno 2022 di swissuniversities è stato caratterizzato dall’elaborazione della bozza del Coordinamento della politica universitaria a livello nazionale 2025−2028. In questa pianificazione strategica elaborata a cadenza quadriennale all’attenzione della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) si fissano gli ambiti chiave e le misure intersettoriali concordate dalle scuole universitarie svizzere per il raggiungimento degli obiettivi comuni. Essa è stata integrata e completata dalla stesura di bozze di progetti per i sussidi vincolati a progetti. Su questa base saranno assegnati i contributi federali previsti dall’art. 47 LPSU.

Per il periodo 2025-2028 le scuole universitarie svizzere pongono l’accento sui seguenti obiettivi: promuovere le nuove leve in ambito scientifico, assicurare l’eccellenza nel contesto internazionale, mantenere un’elevata qualità dell’insegnamento, della ricerca e dell’innovazione, integrare maggiormente l’innovazione nel tessuto socio-economico svizzero nonché trasmettere le conoscenze a un vasto pubblico. In tale contesto le scuole universitarie garantiscono pari opportunità, diversità e inclusione impegnandosi a favore di un’organizzazione e di prestazioni efficienti, flessibili e adeguate alle esigenze. A tal riguardo sono state stilate delle bozze di progetti per i sussidi vincolati a progetti nel campo della digitalizzazione, della sostenibilità, della parità di trattamento e delle pari opportunità.
Per il raggiungimento di questi obiettivi e l’attuazione di misure concrete è necessario che vengano messi a disposizione mezzi finanziari adeguati. L’aumento dei contributi federali, che vengono conferiti perlopiù in base al numero di studenti e studentesse, deve andare di pari passo con la crescita di tale numero, già solo per poter mantenere stabile la qualità attuale. In un ambiente già segnato dall’aumento dei costi della ricerca, la mancata partecipazione della Svizzera al programma Orizzonte Europa comporta una perdita netta finanziaria per le scuole universitarie e costi più elevati per le cooperazioni con l’estero, che devono essere rinnovate e ridefinite. Al contempo, anche la digitalizzazione richiede ingenti investimenti da parte delle scuole universitarie.
swissuniversities si batte a favore di uno scenario supplementare con una crescita reale del 3,5%, grazie al quale si potrà evitare una stagnazione o un regresso della qualità dell’insegnamento eccellente di cui si gode nelle scuole universitarie svizzere.

AMBITO CHIAVE 3

Lavoro in ambito sanitario / programma speciale Cure SUP e ammissione

Il 28 novembre 2021 l’elettorato ha accolto con largo consenso l’iniziativa «Per cure infermieristiche forti (Iniziativa sulle cure infermieristiche)». L’aumento del numero di bachelor presso le scuole universitarie professionali (SUP) è una misura della prima fase di attuazione. A tal fine vengono messi a disposizione mezzi finanziari nel quadro dei sussidi vincolati a progetti come previsto dalla LPSU. Il 16 dicembre 2022 il Parlamento ha approvato la nuova legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche.
A maggio 2022 il Consiglio delle scuole universitarie della CSSU ha incaricato swissuniversities di elaborare un concetto per un programma speciale finalizzato all’«Aumento del numero di bachelor SUP nelle cure infermieristiche». Dallo scambio con le scuole universitarie professionali e soprattutto con la Conferenza di esperti della salute è emerso subito che le sfide legate all’aumento dei bachelor sono considerevoli. La difficoltà principale dal punto di vista di swissuniversities è la mancanza della domanda di posti di studio, dovuta tra l’altro alla cattiva immagine di cui gode la professione infermieristica. Vi sono grandi ostacoli anche per quanto concerne l’offerta formativa: le scuole universitarie professionali affermano di avere difficoltà nel trovare docenti qualificati/e e locali adeguati. Le possibilità di svolgere la formazione pratica sono ancora insufficienti e ciò riguarda sia i posti di tirocinio sia l’infrastruttura per le simulazioni.
I rilevamenti delle necessità nei singoli Cantoni previsti dalla legge non saranno presumibilmente disponibili prima del 2024. Esistono inoltre grandi differenze regionali. Nella Svizzera tedesca in particolare, anche le scuole specializzate superiori (SSS) devono essere considerate nell’analisi della situazione relativa alla domanda e all’offerta.
La bozza approvata dalla Camera delle scuole universitarie professionali e dal Comitato direttivo per un programma speciale dedicato alle cure infermieristiche è stata consegnata alla CSSU a dicembre 2022. Nello specifico vi vengono trattate approfonditamente le sfide menzionate e proposte potenziali misure, che dal punto di vista delle scuole universitarie professionali potrebbero contribuire a far aumentare il numero di bachelor acquisiti. L’elenco contiene ad esempio misure atte a coinvolgere nuovi gruppi target, migliorare il sostegno verso studenti e studentesse, modernizzare i curricula o aumentare il prestigio della professione infermieristica.
swissuniversities nel suo concetto per il programma speciale dedicato alle cure infermieristiche fa notare anche che l’aumento dei diplomi in cure infermieristiche è legato alle modalità di ammissione nel ramo delle professioni sanitarie. Non è tuttavia chiaro quali conseguenze comporterebbe l’introduzione di cambiamenti profondi nell’attuale procedura di ammissione sia per l’organizzazione dell’esperienza lavorativa sia per la selezione. I lavori in corso su entrambi i fronti dovrebbero pertanto essere svolti in modo coordinato.

Approfondimento di altri temi attuali

Nel 2022, sono stati fatti passi decisivi sui seguenti argomenti:

Lista di concordanza: strumento per la regolamentazione della permeabilità nell’ambito delle scuole universitarie

Conformemente all’art. 9 dell’Ordinanza del Consiglio delle scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento nelle scuole universitarie svizzere, swissuniversities è incaricata dell’elaborazione e della pubblicazione della lista di concordanza. Questa lista disciplina il passaggio allo studio di master per i titolari di un bachelor di un altro tipo di scuola universitaria (con un massimo di 60 crediti ECTS per studi supplementari). Essa promuove inoltre la permeabilità tra i vari tipi di scuole universitarie e offre chiarezza e sicurezza a studenti e studentesse nella pianificazione del loro percorso di studi tra le varie scuole universitarie.
Nel giugno 2019 il Comitato direttivo ha incaricato la Delegazione Insegnamento di stilare una nuova lista sulla base dell’ultima lista risalente al 2010. La Delegazione ha condotto di conseguenza un primo sondaggio presso le scuole universitarie sulle loro esigenze e sull’utilizzo della lista del 2010. Nell’agosto del 2021 ha approvato undici principi fondamentali per l’utilizzo della lista di concordanza. In seguito, la Delegazione ha condotto in seno alle Camere un’ampia consultazione suddivisa in due fasi con l’obiettivo di adeguare la lista di transizione. La consultazione durata un anno ha permesso di introdurre il principio della whitelist: per rispettare l’autonomia delle singole scuole universitarie, queste ultime possono decidere liberamente per ciascun passaggio se desiderano figurare nella lista degli istituti che ammettono ai propri studi di master i titolari di bachelor di un altro tipo di scuola universitaria. La lista è stata finalizzata dalla Delegazione Insegnamento e approvata dal Comitato direttivo nell’autunno del 2022. La lista di concordanza è pubblicata sul sito di swissuniversities e aggiornata annualmente.

Accordo tra swissuniversities e l’Esercito svizzero a sostegno degli studenti e delle studentesse nel servizio d’appoggio

Nell’estate 2022, l’Esercito svizzero e swissuniversities hanno siglato un accordo sul modo di procedere nei confronti degli studenti e delle studentesse nel servizio d’appoggio. L’Esercito svizzero può chiamare i suoi membri a svolgere il servizio d’appoggio al fine di sostenere le autorità o aumentare la disponibilità dell’esercito stesso. Durante la pandemia da coronavirus il servizio d’appoggio ha assunto una nuova dimensione e si è resa necessaria la mobilitazione di un ingente numero di persone. In generale, queste missioni a servizio della società civile (World Economic Forum WEF, missioni nelle zone di montagna, ecc.) sono in aumento. Poiché il servizio d’appoggio è obbligatorio, la convocazione può avvenire in tempi brevi e non è possibile un rinvio, possono esservi delle ripercussioni negative impreviste sugli studi, in particolare nel caso in cui le studentesse e gli studenti vengano convocati in periodi particolarmente sfavorevoli. L’Esercito svizzero e swissuniversities hanno firmato questo accordo con lo scopo di fornire la necessaria flessibilità, sia da parte dell’esercito sia delle scuole universitarie, per agevolare la partecipazione delle studentesse e degli studenti convocati alle lezioni in presenza e agli esami durante il periodo del servizio d’appoggio. Dopo l’accordo del 2014 sul passaggio facilitato al successivo anno di studi per le studentesse e gli studenti che prestano il servizio pratico per il conseguimento di un grado militare, questo accordo sul servizio d’appoggio è un ulteriore risultato reso possibile dalla collaborazione tra Esercito svizzero e swissuniversities là dove studi universitari e formazione militare si intersecano.

Innovazione nell’insegnamento

L’innovazione nell’insegnamento è ed è stato un ambito chiave della Delegazione Insegnamento sin dagli inizi di swissuniversities. Durante gli anni della pandemia le scuole universitarie hanno potuto acquisire una grande esperienza nell’ambito delle nuove forme di insegnamento digitali, accelerando persino i progressi in tale ambito. L’incontro della Rete Insegnamento tenutosi il 28 ottobre 2022 presso il Campus di Olten della FHNW ha offerto la possibilità ai circa 100 partecipanti del panorama universitario svizzero di discutere sugli ultimi sviluppi in tale ambito e di avere uno scambio sulle proprie buone pratiche. La giornata è iniziata con una presentazione di Jonna Korhonen, responsabile della divisione Politica universitaria presso il Ministero dell’istruzione e della cultura finlandese. In Europa, la Finlandia è conosciuta per il suo grande potenziale di innovazione, pertanto il contributo di Jonna Korhonen ha permesso di inserire le misure attualmente sviluppate in Svizzera in un contesto internazionale. A seguire, Günther Dissertori, il rettore del Politecnico federale di Zurigo, ha moderato una discussione tra esperti ed esperte sugli sviluppi, le strategie e le sfide delle scuole universitarie svizzere. Nel pomeriggio si è tenuto uno scambio sotto forma di workshop e sono state presentate le nuove forme di insegnamento introdotte in Svizzera negli scorsi anni. La giornata è stata caratterizzata da vivaci discussioni e ha permesso di illustrare i progressi già raggiunti nell’ambito dell’insegnamento nonché il grande potenziale innovativo non ancora sfruttato appieno dalle scuole universitarie.

Abbandono degli studi: comprensione e provvedimenti

La diminuzione degli abbandoni degli studi è uno degli obiettivi della pianificazione strategica 2021-2024 di swissuniversities nonché una priorità del Coordinamento della politica universitaria a livello nazionale 2025-2028. Nella sua presa di posizione del 2017 trasmessa alla Conferenza delle scuole universitarie (CSSU), swissuniversities definiva l’«abbandono degli studi» come uscita definitiva dal sistema delle scuole universitarie, ossia dall’intero sistema delle scuole universitarie, che comprende scuole universitarie, scuole universitarie professionali e alte scuole pedagogiche, senza il conseguimento di un titolo di studio. Anche gli abbandoni in una fase più avanzata degli studi sono considerati problematici nella presa di posizione. In questa definizione di «abbandono degli studi» non sono tuttavia compresi i cambiamenti del corso di studi, della scuola universitaria o del tipo di scuola universitaria, che alla fine portano al conseguimento di un diploma. Infatti le scuole universitarie svizzere non considerano il riorientamento come un problema. È tuttavia importante che studenti e studentesse durante l’intero percorso di formazione ricevano un sostegno sufficiente e possano usufruire di misure adeguate per poter scegliere il proprio corso di studi. A tale scopo swissuniversities nel 2022 ha aggiornato la sua raccolta di buone pratiche, in cui sono riuniti esempi di offerte di sostegno per maturandi e maturande nonché per studenti e studentesse allo scopo di facilitarne la transizione al livello universitario. L’incontro della Rete Insegnamento organizzato dalla Delegazione Insegnamento e tenutosi il 6 maggio 2022 presso l’alta scuola pedagogica di Zurigo ha dato l’opportunità di analizzare il tema dell’abbandono degli studi nel contesto internazionale prendendo spunto da diversi studi di casi tratti dalle scuole universitarie.

Swiss ENIC – centro d'informazione per il riconoscimento dell’equiparabilità dei diplomi nazionali ed esteri: la tecnologia blockchain come opportunità

Nella convenzione sulla cooperazione relativa alla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU) è stabilito che la Conferenza dei rettori gestisce un centro d’informazione per il riconoscimento dell’equivalenza dei diplomi nazionali ed esteri nel settore universitario (art. 6 n. 6). Questo compito viene svolto da Swiss ENIC in seno al Segretariato generale. Nel 2022 Swiss ENIC ha elaborato 2909 domande sul portale online, ossia circa 400 dossier in più rispetto all’anno precedente. In particolare il numero accresciuto di diplomi e di documenti incompleti provenienti dall’Ucraina e dalle zone di guerra ha dato adito a discussioni. Il team di Swiss ENIC ha contatti regolari e scambi sulle buone pratiche con gli ENIC degli altri Paesi. Partecipa ad esempio all’incontro annuale della rete ENIC nonché all’incontro DACH con i Paesi limitrofi di lingua tedesca. Altrettanto importante è lo scambio a livello nazionale con gli specialisti del riconoscimento e dell’ammissione in seno alle scuole universitarie svizzere. Presso Swiss ENIC risiede la gestione della Commissione per l’ammissione e le equivalenze della Camera delle scuole universitarie nonché la gestione dell’esame complementare centrale delle scuole universitarie svizzere per studentesse e studenti stranieri (ECUS). Attualmente si sta valutando la possibilità di sfruttare la tecnologia blockchain nell’ambito del riconoscimento per un’archiviazione non falsificabile e user-friendly di diplomi e certificati. Questo sarà un tema che verrà trattato in modo approfondito nei prossimi anni.

Orizzonte Europa ed Erasmus+

swissuniversities nel corso dell’intero anno si è impegnata per una rapida associazione ai programmi di ricerca e di formazione dell’UE.

Per le scuole universitarie svizzere l’interruzione delle trattative sull’accordo quadro tra Svizzera e UE, con la conseguente classificazione come Paese terzo nell’ambito dei programmi di ricerca e di studio europei, è davvero un duro colpo. swissuniversities si appella alla politica dell'istruzione e della ricerca per garantire la posizione di punta internazionale delle scuole universitarie svizzere con le seguenti misure:

  • Rapido sviluppo di offerte per la piena associazione accettabili per l'UE.

  • Garanzia duratura di strumenti e budget che riducano i danni della non associazione per le scuole universitarie.

  • Allineamento coerente delle misure attuali con le esigenze delle scuole universitarie e della ricerca.

Nell’ambito dei programmi di formazione Erasmus+ la Svizzera non solo è esclusa dai programmi di scambio ma non ha nemmeno la possibilità di partecipare alla creazione di una piattaforma digitale europea per la formazione. Per le scuole universitarie ciò significa dover negoziare i partenariati bilateralmente, con tutte le difficoltà del caso e con un conseguente aumento degli oneri amministrativi. In questo modo la Svizzera perde attrattiva sia nei confronti dei partner sia nei confronti di studenti e studentesse. Questo indebolimento dei rapporti con i nostri partner nell’UE potrebbe avere effetti negativi a lungo termine sull’attrattiva delle scuole universitarie svizzere.

Avvio del progetto con sussidi vincolati «Open Research Data»

Il programma «Swiss Open Research Data» (CHORD) è stato avviato con successo. Per la prima volta è nato un progetto di cooperazione in questo contesto con il settore dei PF nonché B52 per la Data Stewardship.
Quale dimensione di Open Science, l’Open Research Data (ORD) si concentra sulla semplificazione dell’accesso ai dati di ricerca e del loro riutilizzo favorendo una ricerca migliore e più efficace a beneficio dell’intera società. Dopo la pubblicazione del Piano d’azione nazionale svizzero per l’Open Research Data avvenuta nel gennaio 2022, la scorsa estate sono stati indetti con successo i primi bandi relativi al Programma Open Science I, fase B – ORD.
È nato così il primo progetto di cooperazione in questo contesto insieme al settore dei PF, ossia il programma Swiss Open Research Data Grants (CHORD). Questa cooperazione mira a rafforzare le sinergie nella collaborazione trasversale ai tipi di scuola universitaria utilizzando strumenti pubblici e rendendoli accessibili a tutti gli ambiti specialistici. Vengono pertanto invitati a partecipare ai bandi e a inoltrare le proprie domande di progetto le ricercatrici e i ricercatori di ogni disciplina e di ogni tipo di istituto universitario. Con il programma comune si mette in atto la linea d’azione A1.2 del piano d’azione ORD, il quale è composto da tre tipi di promozione (track A-C). Alla fine del 2022 sono state accolte 27 domande di progetto dalla DelOS. Il prossimo bando di swissuniversities sarà indetto nel 2023 in primavera/estate.
Nel 2022 è stata inoltre avviata l’attuazione della linea d’azione B5.2 relativa al piano d’azione ORD. Il suo intento è di promuovere la Data Stewardship e le persone specializzate in ORD presso tutte le scuole universitarie e tutti gli istituti di ricerca. La Data Stewardship comprende la gestione e il monitoraggio del patrimonio di dati di un’organizzazione con l’obiettivo di fornire l’accesso ai dati di ricerca. Funge pertanto da collegamento tra i ricercatori e le unità di supporto sotto forma di IT, biblioteche e fornitori di infrastrutture. I Data Steward assumono un ruolo attivo di consulenza per i ricercatori e le ricercatrici e sono il primo punto di contatto per tutte le questioni riguardanti i dati di ricerca aperti. Nel quadro di questo bando tutti gli istituti che hanno diritto a un sussidio sono stati invitati a descrivere le loro idee e intenzioni per la creazione della Data Stewardship presso il proprio istituto sotto forma di un piano d’azione. Sono state presentate e approvate in totale 25 domande di progetti di 31 scuole universitarie.

Firma dell’«Agreement on Reforming Research Assessment»

La considerazione di nuovi criteri nella valutazione delle carriere in ambito scientifico ha una rilevanza sempre maggiore per le scuole universitarie, come sottolineato anche nel Coordinamento della politica universitaria a livello nazionale 2025−2028. swissuniversites nel settembre del 2022 ha siglato l’Accordo sulla riforma della valutazione della ricerca, coordinato dalla Commissione europea, da Science Europe e dalla European University Association (EUA). swissuniversities sostiene l’ulteriore sviluppo di criteri di valutazione per la ricerca che puntino alla qualità e all’efficacia e riconoscano la molteplicità delle attività, delle pratiche e dei risultati della ricerca stessa.
Gli obiettivi di questo accordo sono in linea con l’impegno di swissuniversities a favore della promozione delle nuove leve in ambito scientifico e della varietà delle carriere, essenziali per il successo delle scuole universitarie svizzere e per il loro influsso sulla società. La riforma della valutazione della ricerca contribuisce inoltre in modo determinante all’ulteriore sviluppo e al consolidamento di Open Science in Svizzera.
Attualmente swissuniversities sta coordinando la promozione di diversi approcci e contributi con lo scopo di far avanzare lo sviluppo della valutazione della ricerca nel quadro dei piani d’azione per Open Access e Open Research Data. L’impegno concreto messo in atto a favore dello sviluppo dei criteri di valutazione e le discussioni a esso correlate con le comunità di ricerca si svolgono nelle scuole universitarie nell’ambito delle rispettive strategie e tenendo conto della varietà delle discipline. swissuniversities sostiene in una cornice adeguata la riforma della valutazione della ricerca portando avanti lo scambio tra le istituzioni a livello nazionale e all’interno del consorzio internazionale dell’accordo «Coalition for Advancing Research Assessment».

Swiss Transparency Agreement on Animal Research (STAAR) / Iniziativa sul divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani respinta

Promuovere la comunicazione e la trasparenza sul tema degli esperimenti sugli animali
All’inizio dell’anno 2022 è stata largamente respinta l’iniziativa popolare sul divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani. Le discussioni e i dibattiti sul tema, avvenuti prima della votazione, hanno dimostrato ancora una volta quanto sia importante in tale contesto il dialogo aperto con il pubblico. Il chiaro esito della votazione è la dimostrazione che l’elettorato appoggia una ricerca responsabile in Svizzera, inclusa la ricerca sugli animali. Al fine di mantenere e rafforzare la fiducia della società, swissuniversities ha fondato la commissione STAAR (Swiss Transparency Agreement on Animal Research) con lo scopo di sostenere le istituzioni pubbliche e private interessate nel loro impegno a favore della trasparenza e del dialogo pubblico sul tema degli esperimenti sugli animali. Parallelamente, la commissione SAFN (Swiss Animal Facilities Network) si è impegnata a portare avanti e a intensificare le cooperazioni con i propri partner riconosciuti, tra cui l’USAV, il 3RCC e la rete degli AWO. Inoltre, la commissione ha ricevuto il sostegno del gruppo di comunicazione del SAFN, composto da esperti della comunicazione in seno a istituzioni membro del SAFN, del 3RCC, del FNS, della SCNAT e della CEEA. Un ambito chiave particolare sono stati la coordinazione e lo sviluppo di sinergie tra i tre organi che si dedicano alla sperimentazione animale, ossia il SAFN, il gruppo di comunicazione del SAFN e STAAR. swissuniversities continua pertanto a promuovere e a impegnarsi a favore di una ricerca sugli animali di alta qualità che tenga in considerazione gli aspetti etici inerenti alla ricerca in vivo.

 

Promozione delle nuove leve/carriere

Nel 2022 le discussioni sul tema della promozione dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici erano incentrate sulla creazione di condizioni di lavoro, di formazione e di ricerca ottimali. L’importanza delle nuove leve scientifiche per la ricerca, l’economia e l’innovazione nel nostro Paese non viene mai sottolineata abbastanza. swissuniversities ha offerto alle scuole universitarie varie piattaforme sui cui potersi scambiare in merito alle sfide con cui erano confrontate e alle relative soluzioni nel rispetto della propria autonomia. Alcune soluzioni comprendono ad esempio l’attribuzione di tempo protetto per la ricerca, il sostegno nella pianificazione della carriera, una migliore impostazione della fase post-dottorale e la creazione di posti di lavoro fissi per professoresse e professori nonché per professoresse e professori assistenti in Tenure Track.
Come risposta a due petizioni presentate all’Assemblea federale, il Consiglio nazionale nel giugno 2022 ha approvato un postulato, con cui si richiede di presentare in un rapporto dettagliato la situazione di fatto sui temi della precarietà, della parità e delle nuove leve accademiche. Anche swissuniversities si impegna in questo senso chiedendo che si documenti la situazione dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici: nel 2022 su incarico della Conferenza svizzera delle scuole universitarie, ha infatti condotto un sondaggio al fine di ottenere una visione d’insieme sulle tipologie di posti di lavoro esistenti in seno al corpo intermedio. Il relativo rapporto ha consentito in particolare di osservare e analizzare la varietà degli impieghi esistenti a livello professorale, l’ampia quota di contratti lavorativi a tempo determinato nonché le notevoli differenze nell’attuazione pratica dell’occupazione minima e del tempo protetto.
swissuniversities ha altresì portato avanti la propria attività di coordinazione dei progetti finanziati mediante sussidi vincolati a progetti. Il programma P-1 relativo alla formazione dei dottorandi e il programma P-11 dedicato al rafforzamento del doppio profilo di competenze nella pratica scientifica, hanno contribuito al consolidamento e al radicamento di strutture che soddisfano determinate esigenze delle nuove leve in seno alle scuole universitarie professionali e alle alte scuole pedagogiche. Nel 2022 è stato inoltre condotto il primo monitoraggio della strategia nazionale nel campo delle didattiche disciplinari. L’indagine illustra le condizioni quadro nelle quali la strategia e il piano d’azione sono stati elaborati e tratta, tra l’altro, il tema delle sfide generali legate ai programmi di master e di dottorato.

Promozione delle pari opportunità

Il rafforzamento delle pari opportunità, della diversità e dell’inclusione costituisce un compito importante nonché una responsabilità sociale per tutti i tipi di scuole universitarie e istituzioni. Per questo motivo è uno degli elementi centrali del Coordinamento della politica universitaria a livello nazionale 2025−2028 presentato nel maggio 2022 all’attenzione della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU). swissuniversities nell’anno oggetto del rapporto ha inoltre elaborato una bozza per un progetto sovvenzionato mediante sussidi vincolati a progetti (sussidi 2025–2028). Con tale progetto si intende offrire un sostegno a tutte le scuole universitarie che si sono finora impegnate a livello istituzionale e strutturale a favore delle pari ed eque opportunità.
Già nel periodo attualmente in corso, il programma «Diversità, inclusione e pari opportunità nello sviluppo delle scuole universitarie» (2021-2024) sovvenzionato anch’esso mediante sussidi vincolati a progetti, consente alle scuole universitarie di attuare le loro specifiche richieste e misure inerenti alla promozione delle pari opportunità.
I vari tipi di scuole universitarie, prendendo spunto dalle sfide concrete, hanno trattato anche al di fuori del programma diversi temi e questioni inerenti alle pari opportunità, alla diversità e all’inclusione.
La Camera delle scuole universitarie, ad esempio, ha rilevato nell’anno in esame lo stato dell’attuazione delle raccomandazioni e della buona prassi nel reclutamento di professoresse e professori (nomine), definite nel 2020. Dal sondaggio è emerso che tutte le raccomandazioni allora formulate vengono applicate in larga misura sia a livello dirigenziale sia a livello procedurale. La maggioranza degli istituti ha emanato direttive o raccomandazioni interfacoltà per le procedure di nomina e si affida a uffici centrali che ne assicurano la coordinazione. Tutti gli istituti hanno fissato o intendono fissare dei criteri per la nomina di professoresse e professori.
I risultati del Gender monitoring delle scuole universitarie, che sono stati presentati a inizio dicembre 2022, dimostrano che gli sforzi passati hanno dato i loro frutti. La quota delle professoresse di nuova nomina, infatti, è aumentata dal 36% (negli anni 2018–2020) al 41% (negli anni 2019–2021) (v. immagine). I risultati relativi alla quota di professoresse assistenti con Tenure Track sono particolarmente incoraggianti. Sull’organico completo tuttavia questo provvedimento non ha ancora avuto evidenti ripercussioni. La riflessione critica sull’occupazione dei posti per professori e professoresse resta pertanto una questione centrale per la Camera delle scuole universitarie.
La promozione di carriere non lineari ed eque dal punto di vista delle pari opportunità resta una questione fondamentale per tutti i tipi di scuole universitarie e viene tra l’altro sollevata anche nel quadro della riforma della valutazione della ricerca.

 

Settore terziario svizzero: posizione di swissuniversities nei confronti delle richieste da parte della formazione professionale superiore

Ciò che caratterizza il livello terziario in Svizzera è la sua composizione: da un lato ci sono le scuole universitarie e altri istituti di livello universitario e dall’altro gli istituti per la formazione professionale superiore. Il livello terziario A si contraddistingue dalla formazione professionale superiore (FPS) per via del suo orientamento verso la ricerca e del diploma di maturità (maturità professionale, liceale o specializzata) come requisito per l’ammissione. Un principio distintivo del livello terziario svizzero è la permeabilità che esiste anche tra livello terziario A e livello terziario B. Le scuole universitarie appoggiano la permeabilità tra i due livelli e hanno pertanto elaborato dal canto loro delle regole per l’ammissione dei titolari di un titolo di studio FPS ai cicli di studio bachelor e alle offerte di formazione continua a livello universitario. Nell’anno in esame in questo rapporto swissuniversities si è occupata degli interventi politici e delle rivendicazioni delle scuole specializzate superiori in merito all’annessione al sistema universitario e in particolare all’introduzione di titoli di studio bachelor e master per la formazione professionale superiore. Nella sua risposta al rapporto della SEFRI sul «Posizionamento delle scuole specializzate superiori», swissuniversities ha chiesto espressamente di non modificare un sistema ben funzionante, bensì di elaborare delle soluzioni mirate per la formazione professionale superiore senza accostamento al sistema universitario. Dal punto di vista di swissuniversities i titoli di studio bachelor e master devono essere ancorati al sistema universitario e legati inscindibilmente a un insegnamento basato sulla ricerca.

Presenza alle fiere della formazione

Le fiere della formazione giocano un ruolo importante per le scuole universitarie poiché consentono di ampliare i contatti a livello internazionale. Grazie al finanziamento della SEFRI, swissuniversities nel 2022 ha potuto assicurare e coordinare la presenza delle scuole universitarie svizzere alle conferenze internazionali APAIE, NAFSA (Denver) ed EAIE (Barcellona). swissuniversities ha così adempiuto al suo incarico di rappresentanza accrescendo la visibilità delle scuole universitarie svizzere a livello internazionale. Anche nel 2022 l’APAIE ha avuto luogo in modalità virtuale. swissuniversities era presente con uno stand virtuale «study in switzerland+».
Dopo due anni di fiere svoltesi online per via della pandemia, nell’anno in esame due fiere si sono tenute nuovamente in loco, a Denver e a Barcellona. La considerevole partecipazione delle scuole universitarie alle due fiere, in particolare a quella di Barcellona, ha reso evidente quanto sia profonda l’esigenza di avere un contatto diretto con i partner internazionali. Il grado di soddisfazione dei partecipanti è risultato essere molto alto anche secondo il sondaggio.
Uno stand svizzero «study in switzerland+», basato sul design del sito web www.studyinswitzerland.plus, è stato allestito sia alla fiera NAFSA (superficie di 24 m2) sia alla fiera EAIE (superficie di 60 m2). Alla fiera NAFSA erano presenti 15 delegati di 7 scuole universitarie svizzere e due collaboratori di swissuniversities. Nel quadro della fiera EAIE, swissuniversities ha coordinato la partecipazione di una delegazione di 84 persone, composta da 77 delegati di 28 scuole universitarie svizzere, 4 rappresentanti dell’ESN e 3 collaboratori di swissuniversities.

Milestones

Milestones dei programmi

gennaio

swissuniversities mette in guardia da un divieto di sperimentazione medica e di ricerca

Le istituzioni della ricerca pubblica accademica e gli ospedali universitari avvertono delle conseguenze dell'adozione dell'iniziativa popolare federale per il divieto della sperimentazione animale e umana. L'accettazione dell'iniziativa porterebbe de facto a un divieto della medicina e della ricerca. Leggi di più.

 

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gennaio

Le università pagano un prezzo alto per l'emarginazione della Svizzera nei progetti di ricerca e istruzione dell'Unione europea

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gennaio

Horizon Europe: Resolution der Schweizer Wissenschaft und der forschenden Institute

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febbraio

Stellungnahme swissuniversities zur Änderung des Ausländer- und Integrationsgesetzes

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febbraio

Ricerca al servizio della salute umana e animale

Le istituzioni accademiche di ricerca sono soddisfatte del chiaro impegno per una ricerca responsabile con gli animali e gli esseri umani. Il dibattito intorno all'iniziativa ha promosso la discussione sull'importanza della ricerca, la comprensione dei metodi e dei processi che migliorano le cure mediche per gli uomini e gli animali. Leggi di più.

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marzo

Trattative contrattuali con le case editrici internazionali

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marzo

Impact of the war in Ukraine on cooperation with Russian researchers and students

The Board of swissuniversities observes with great concern the development of the war in Ukraine and its impact on the cooperation with Russian researchers and students. While many areas in science remain connected through a common understanding of scientific freedom and academic integrity, this scientific cooperation must not serve to support the aggressive policy of the Russian government, which violates fundamental principles of human rights, international law and basic European values. The Board of swissuniversities encouraged Swiss universities to review their scientific collaborations with institutes of higher education and research in Russia and suspend them where such danger of human rights violation exists. Leggi di più.

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marzo

swissuniversities publiziert den aktualisierten Qualifikationsrahmen

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aprile

5. Tagung Fachdidaktiken

Il 5° Convegno sulle didattiche disciplinarisi è svoltol’8 e il 9 aprile 2022 presso il Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI-DFA) a Locarno, con il titolo «Lo sviluppo delle didattiche disciplinari come discipline scientifiche in Svizzera: bilancio e prospettive».
Gli atti del Convegno sono stati pubblicati. Tutti i documenti, i singoli simposi e i contributi sono disponibili nella pubblicazione. Leggi di più.

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aprile

Publikation: Leitfaden Internationale Zusammenarbeit

Publikation des Leitfadens: Für eine verantwortungsvolle internationale Zusammenarbeit: Ein Leitfaden für Schweizer Hochschule. Leggi di più.

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aprile

Bericht zur Vereinbarkeit von akademische Karriere, Partnerschaft und Familie

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maggio

Treffen des Netzwerks Lehre zum Thema "Studienabbruch: eine Schwachstelle des Systems"

An der PH Zürich trafen sich Anfang Mai 85 Vertreter:innen der Schweizer Hochschullandschaft, um in einer Podiumsdiskussion und Workshops das Thema "Studienabbruch" zu diskutieren. Schwerpunkte lagen dabei auf Übergänge sowie Unterstützungsmassnahmen für psychische Gesundheit. Leggi di più.

 

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maggio

5-Länderkonferenz ENIC/NARIC

Das Treffen der deutschsprachingen Anerkennungsstellen ENIC/NARIC fand in Bozen statt, um die Anerkennungsfragen in internationaler Hinsicht und mit den Nachbarländern zu harmoniseren.

 

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maggio

Programmi europei - Il tempo stringe per le scuole universitarie

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maggio

Yves Flückiger, Präsident swissuniversities, wird neuer LERU-Vorsitzender

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maggio

Strategische Schwerpunkte der Schweizer Hochschulen für 2025–2028

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maggio

NAFSA Bildungsmesse in Denver

Teilnahme an der Bildungsmesse. Leggi di più.

 

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giugno

Einrichtung der STAAR-Kommission

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giugno

SUDAC International Conference

Am 3.6. fand die jährliche Konferenz des swissuniversities development and cooperation network in Bern statt. Im Mittelpunkt stand die Präsentation der 5 SUDAC-Projekte in verschiedenen Regionen des Globalen Südens. Zudem wurde in einer Panel-Diskussion die gegenwärtige Nord-Süd Forschungs- und Bildungszusammenarbeit evaluiert und über mögliche Veränderungen in Zukunft diskutiert. Leggi di più.

 

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giugno

ENIC/NARIC Meeting

Das jährliche gemeinsame Treffen der europäischen ENIC/NARIC Netzwerke fand in Dublin statt, um den Austausch zu Anerkennungsfragen und -abläufen, auch in Hinblick auf die Digitalisierung, zu fördern.

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giugno

Sommertreffen des P-8 Programms

Zu Sommerbeginn trafen sich an der Universität Bern 60 Beteiligte der Projekte des Programms P-8 "Stärkung der Digitalen Skills". Diverse Hotspots beleuchteten einzelne Projekte und ermöglichten den Austausch über die aktuell zweite Programmphase.

 

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giugno

Positionspapier Lehrpersonenmangel

Kammer PH publiziert Positionspapier zum Lehrpersonenmangel. Leggi di più.

 

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luglio

Eignungstest 2022 für das Medizinstudium in der Schweiz

Am 8. Juli haben 3838 Personen den neu strukturierten EMS mit gültigem Ergebnis beendet. 37% der Studienanwärter:innen für Humanmedizin erhielten eine Zulassung, 40% in der Veterinärmedizin und 64% in der Zahnmedizin. Leggi di più.

 

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settembre

Unterzeichnung des ‘Agreement on Reforming Research Assessment’

Die Berücksichtigung neuer Kriterien bei der Bewertung wissenschaftlicher Karrieren gewinnt für die Hochschulen weiterhin an Bedeutung. Aus diesem Grund hat swissuniversities das Abkommen über die Reform der Forschungsevaluation unterzeichnet, welches auf europäischer Ebene koordiniert wurde. Leggi di più.

 

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ottobre

Luciana Vaccaro diventa la nuova presidente di swissuniversities

l'Assemblea plenaria di swissuniversities ha eletto Luciana Vaccaro, Rettrice della Haute école spécialisée de Suisse occidentale (HES-SO), come Presidente di swissuniversities. Luciana Vaccaro è eletta per il periodo da febbraio 2023 a luglio 2024, succedendo a Yves Flückiger. Leggi di più.

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ottobre

Treffen des Netzwerks Lehre zum Thema "Innovation in der Lehre"

An der FHNW fand Ende Oktober das Treffen 2/2022 des Netzwerks Lehre statt mit 100 Teilnehmer:innen zum Thema "Innovation in der Lehre". Im Rahmen eines internationalen Gastvortrags, einer Podiumsdiskussion und fünf Workshops wurden neue Perspektiven diskutiert und evaluiert. Leggi di più.

 

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dicembre

Verabschiedung der Konkordanzliste

Am 02. Dezember hat der Vorstand von swissuniversities die aktualisierte Konkordanzliste verabschiedet. Dabei handelt es sich um die Auflistung der möglichen Übergängen zwischen den verschiedenen Hochschultypen. Die Liste wird Anfang 2023 veröffentlicht.

 

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dicembre

Verabschiedung des Monitorings «Fachdidaktik 2022»

Der Vorstand von swissuniversities hat am 2. Dezember Kenntnis genommen von den Ergebnissen des ersten Monitoringberichts zur Nationalen Strategie Fachdidaktik Schweiz 2021-2028 und den zugehörigen Bericht verabschiedet.

 

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dicembre

Consultazione sulla legge sul Fondo Orizzonte: presa di posizione di swissuniversities

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dicembre

Veröffentlichung der Ergebnisse des Gendermonitoring 2021

swissuniversities pubblica dati annuali sia sulla distribuzione per genere delle nuove assunzioni a livello di professoresse o professori nelle università sia sulla proporzione totale di professoresse in queste istituzioni. Queste cifre servono come base per le discussioni strategiche della Camera delle università. Leggi di più.

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Rapporto finanziario

Bilancio al 31 dicembre

(in CHF)

Attivi

2022

2021

Attivo circolante

0

0

Liquidità

19’465’518

7’909’313

Crediti per forniture e prestazioni

651’231

1’824’586

Altri crediti a breve termine

205’522

0

Ratei e risconti attivi

314’285

707’196

Totale attivo circolante

20’636’557

10’441’095

Attivo fisso

0

0

Immobilizzazioni finanziarie

40’040

40’040

Impianti mobiliari

136’991

132’555

Immobilizzazioni immaterialei

28’357

0

Totale attivo fisso

205’388

172’595

Totale attivi

20’841’945

10’613’690

Passivi

2022

2021

Capitale di terzi a breve termine

0

0

Debiti per forniture e prestazioni

323’295

304’157

Debiti onerosi a breve termine

1’072’667

2’892’822

Altri debiti a breve termin

129’583

158’610

Ratei e risconti passivi

876’400

881’871

Accantonamenti a breve termine

311’300

114’000

Totale capitale di terzi a breve termine

2’713’245

4’351’459

Capitale di terzi a lungo termine

0

0

Altri debiti a lungo termine

15’752’494

3’325’160

Accantonamenti a lungo termine

474’773

1’275’191

Totale capitale di terzi a lungo termine

16’227’267

4’600’350

Totale capitale di terzi

18’940’512

8’951’809

Capitale proprio

0

0

Riserve

1’430’876

1’454’487

Riporto perdite (riporto utili)

231’005

-472’428

Utile annuo (perdita annua)

239’552

679’822

Totale capitale proprio

1’901’433

1’661’881

Totale passivi

20’841’945

10’613’690

Conto economico per l’esercizio chiuso al 31 dicembre

(in CHF)

Conto economico

2022

2021

Quote membri

2’889’425

2’918’613

Contributi dei membri per progetti

257’703

221’380

Contributi Confederazione secondo LPSU

1’442’818

1’454’152

Rimborso contributi Confederazione secondo LPSU

-10’110

-148’705

Contributi Confederazione mandati

716’500

640’550

Rimborso contributi Confederazione mandati

-69’850

-155’876

Contributi vincolati a progetti della Confederazione

1’659’171

2’537’225

Rimborso contributi vincolati a progetti della Confederazione

-81’234

-391’231

Contributi Cantoni secondo LPSU

1’442’817

1’454’152

Rimborso contributi Cantoni secondo LPSU

-10’110

-148’705

Contributi Cantoni mandati/decisioni

782’977

919’603

Finanziamento di progetto Commissione europea

4’713

2’757

Diritti EMS

797’373

855’259

Contributi delle scuole universitarie

243’175

276’577

Contributi di terzi

17’260

11’699

Riduzione sul reddito IVA

-122’547

-220’748

Ricavi dell’esercizio

9’960’081

10’226’705

Conteggi fondi fiduciari progetti e programmi

33’651

51’140

Stipendi

-5’490’041

-5’315’508

Onorari esperti

-347’098

-379’967

Costi delle assicurazioni sociali

-1’208’213

-1’156’895

Altri costi per il personale

-70’153

-105’411

Costi per il personale

-7’115’505

-6’957’782

Costi per l’uso di locali

-830’911

-992’046

Manutenzione, riparazioni, costi leasing

-15’057

-17’157

Servizi di terzi

-974’538

-1’039’565

Assicurazioni cose, contributi

-8’727

-9’145

Costi energetici e di smaltimento

-11’004

-12’938

Costi amministrativi

-262’489

-250’093

Biblioteca

-5’555

-5’255

Costi per l’informatica

-148’266

-154’514

Costi pubblicitari

-287’742

-315’167

Altri costi di esercizio

-105’950

-277’159

Spese finanziarie

-61’169

-87’936

Ricavi finanziari

10

5

Ammortamenti macchine e apparecchiature

-32’209

-30’540

Ammortamenti mobili e attrezzature per ufficio

-13’476

-13’254

Ammortamenti immobilizzazioni immaterialei

-7’089

0

Costi di esercizio diversi

-2’764’173

-3’204’766

Utile aperiodico

343’213

566’865

Spese aperiodiche

-218’572

-2’691

Altri utili non operativi

856

352

Risultato straordinario/costi straordinari

125’498

564’525

Utile/perdita d’esercizio

239’552

679’822

Comitato direttivo

Prof. Dott. Yves Flückiger

Rettore Université de Genève, UNIGE Presidente di swissuniversities

Prof.ssa Dott.ssa Astrid Epiney

Rettrice Université de Fribourg, Unifr Vicepresidentessa ex officio

Dott.ssa Luciana Vaccaro

Rettrice Haute École Spécialisée de Suisse occidentale, HES-SO Vicepresidentessa ex officio

Prof. Dr Heinz Rhyn Rektor PH Zürich
Prof. Dott. Heinz Rhyn

Rettore Pädagogische Hochschule Zürich, PH Zürich Vicepresidente ex officio

Prof. Jürg Kessler

Rettore Fachhochschule Graubünden, FHGR

Joël Mesot
Prof. Dott. Joël Mesot

Presidente Eidgenössische Technische Hochschule Zürich, ETH

Meyerkangangi
Prof. Dott. Maxime Zuber

Rettore Haute École pédagogique des cantons de Berne, du Jura et de Neuchâtel, HEP-BEJUNE

Dott.ssa Martina Weiss

Segretaria generale swissuniversities con voto consultivo

Membri

Prof. Dott. Sebastian Wörwag

Rettore Berner Fachhochschule, BFH

Martin Vetterli, Présidence EPFL 2021
Prof. Dott. Martin Vetterli

Presidente École polytechnique fédérale de Lausanne, EPFL

Prof. Dott. Crispino Bergamaschi

Presidente della Direzione Fachhochschule Nordwestschweiz, FHNW

Prof. Dott. Daniel Seelhofer

Rettore dell'OST; Fachhochschule Ostschweiz, FHO / OST – Ostschweizer Fachhochschule

Prof.ssa Dott.ssa Delphine Etienne-Tomasini

Rettrice Haute École pédagogique Fribourg, HEP | PH FR

Fabio Di Giacomo

Direttore Haute École pédagogique du Valais, HEP-VS / PH-VS; fino al 30 maggio 2022 Co-Direttore ad interim Peter Summermatter

Prof. Dott. Thierry Dias

Rettore Haute École pédagogique Vaud, HEP Vaud

Prof.ssa Dott.ssa Barbara Fäh

Rettrice Interkantonale Hochschule für Heilpädagogik, HfH

Prof.ssa Dott.ssa Barbara Bader

Rettrice Hochschule Luzern, HSLU; fino al 30 novembre 2022 Rettore Dott. Markus Hodel

René Weber

Rettore Kalaidos Fachhochschule Schweiz, Kalaidos

Prof. Dott. Martin Schäfer

Rettore Pädagogische Hochschule Bern, PHBern

Prof. Dott. Gian-Paolo Curcio

Rettore Alta scuola pedagogica dei Grigioni, PHGR

Prof.ssa Dott.ssa Kathrin Krammer

Rettrice Pädagogische Hochschule Luzern, PH Luzern

Prof.ssa Dot.ssa Gerda Buhl

Rettrice Pädagogische Hochschule Schaffhausen, PHSH

Prof. Dott. Silvio Herzog

Rettore Pädagogische Hochschule Schwyz, PHSZ

Prof. Dott. Horst Biedermann

Rettore Pädagogische Hochschule St. Gallen, PHSG

Prof.ssa Dott.ssa Sabina Larcher

Rettrice Pädagogische Hochschule Thurgau, PHTG; fino al 28 febbraio 2022 Rettore ad interim Prof. Dott. Thomas Merz

Prof.ssa Dott.ssa Esther Kamm

Rettrice Pädagogische Hochschule Zug, PH Zug

Prof. Franco Gervasoni

Direttore Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, SUPSI

Prof.ssa Dott.ssa Andrea Schenker-Wicki

Rettrice Universität Basel

Prof. Dott. Christian Leumann

Rettore Universität Bern, UniBE

Prof. Dott. Frédéric Herman

Rettore Université de Lausanne, UNIL

Prof. Dott. Bruno Staffelbach

Rettore Universität Luzern, Unilu

Prof. Dott. Kilian Stoffel

Rettore Université de Neuchâtel, UniNE

Prof. Dott. Bernhard Ehrenzeller

Rettore Universität St. Gallen, HSG

Prof. Dott. Lorenzo Cantoni

Rettore ad interim Università della Svizzera italiana, USI; fino al 9 maggio 2022 Rettore Prof. Boas Erez

Prof. Dott. Michael Schaepman

Rettore Universität Zürich, UZH

Dott.ssa Karin Mairitsch

Rettrice Zürcher Hochschule der Künste, ZHdK; fino al 30 settembre 2022 Rettore Prof. Dott. Thomas D. Meier

Prof. Dott. Jean-Marc Piveteau

Rettore Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften, ZHAW

Prof. Dott. Guido McCombie*

Direttore Pädagogische Hochschule FHNW; fino al 28 febbraio 2022 Direttrice Prof.ssa Dott.ssa Sabina Larcher (*partecipa all’assemblea plenaria in veste di ospite)

Prof. Dott. Alberto Piatti*

Direttore Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, SUPSI-DFA (*partecipa all’assemblea plenaria in veste di ospite)

Segreteria Generale swissuniversities

Dott.ssa Martina Weiss
Segretaria Generale
 

Dott.ssa Sabine Felder
Supplenza Segretaria Generale/ Responsabile del settore Insegnamento e Infrastruttura
 

Etienne Dayer
Responsabile della Camera delle Scuole Universitarie professionali
 

Dott. François Grandjean
Responsabile della Camera delle Scuole Universitarie
 

Dott.ssa Andrea Hungerbühler
Responsabile della Camera delle alte Scuole pedagogiche
 

Noëmi Eglin-Chappuis
Co-responsabile del settore Ricerca e Sviluppo
 

Dott.ssa Stefanie Wyssenbach
Co-responsabile del settore Ricerca e Sviluppo
 

Rahel Imobersteg
Responsabile del settore Politica universitaria
 

Dott. Dimitri Sudan
Responsabile del settore Relazioni internazionali
 

Livia Blarasin
Responsabile Finanza
 

Barbara Jgushia
Responsabile Human Resources
 

Dietrich Lindemann
Responsabile Informatica
 

Josefa Haas
Responsabile Comunicazione

 

Collaboratori Segretariato Generale